Progetto Controllo Ecosistemi Forestali (ICP Forests)

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Le aree permanenti del Programma CONECOFOR fanno parte delle reti di monitoraggio sull'inquinamento atmosferico dei Programmi ONU-ECE ICP Forests (International Co-operative Programme on Assessment and Monitoring of Air Pollution Effects on Forests) e ICP IM (International Cooperative Programme on Integrated Monitoring of Air Pollution Effects on Ecosystems), attivati nell’ambito della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento atmosferico trans-frontaliero a lungo raggio (CLRTAP).

La Rete Nazionale per il Controllo degli Ecosistemi Forestali (CONECOFOR) è stata istituita nel 1995 dal Corpo Forestale dello Stato, con l'obiettivo di studiare le interazioni ecologiche tra le componenti strutturali e funzionali degli ecosistemi forestali e i fattori di pressione e cambiamento su larga scala (inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici, variazione dei livelli di biodiversità) Forest Focus.

Dal 2009 le attività di ricerca sulle aree forestali italiane CONECOFOR sono confluite in un nuovo progetto denominato FutMon

Le aree CONECOFOR coprono tutto il territorio nazionale, sono ubicate prevalentemente in aree montane, tra 700 e 1900 m s.l.m. e sono rappresentative delle principali comunità forestali italiane (faggete, peccete, cerrete, leccete, foreste planiziali, ecc.). Nelle aree vengono svolte approfondite indagini sulla vegetazione, le condizioni delle chiome, il contenuto chimico delle foglie e dei suoli, le variazioni di accrescimento degli alberi, le deposizioni atmosferiche, il clima e il microclima, l'ozono e la biodiversità.

Il CNR ISE di Verbania dal 1997 è responsabile delle ricerche sulle deposizoni atmosferiche nelle aree permanenti del Progetto CONECOFOR. Nell'ambito del progetto vengono misurate le concentrazioni dei diversi ioni nelle deposizioni raccolte a cielo aperto, sotto la chioma e lungo il tronco degli alberi e nelle acque di ruscellamento. Per gli aspetti riguardanti le modalità di campionamento si rimanda a Tartari G.A. et al. (2015).

L'elaborazione dei dati raccolti ha contribuito alla comprensione delle relazioni di causa ed effetto intercorrenti tra la chimica delle deposizioni e lo stato delle biocenosi studiate. In alcune aree è stato inoltre possibile valutare il livello di saturazione in azoto dell'ecosistema forestale.

Scheda informativa: Le condizioni delle foreste italiane