Deposizioni Atmosferiche

 

Gli studi sulla chimica delle deposizioni atmosferiche presso il CNR di Verbania sono iniziati nel 1975, con l’installazione di un campionatore a Pallanza, presso la sede dell’Istituto.

Queste ricerche comprendono la gestione di stazioni di campionamento delle deposizioni, la successiva analisi dei campioni prelevati, la messa a punto di nuovi apparecchi di campionamento e il perfezionamento delle tecniche analitiche e di controllo di qualità, ed infine l’elaborazione dei dati raccolti per valutare gli effetti delle deposizioni sugli ecosistemi.

In quest'ambito l'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi ha partecipato a diversi progetti di ricerca nazionali ed internazionali. Tra questi, il coordinamento per conto del Ministero dell'Ambiente della Rete Italiana per lo Studio delle Deposizioni Umide (RIDEP), nel periodo 1988-92 e la rappresentanza dell'Italia nella Task Force del Programma di cooperazione internazionale per la valutazione e il monitoraggio degli effetti dell'acidificazione su fiumi e laghi (ICP Waters) a partire dal 1995. Infine dal 1997 il CNR ISE è responsabile delle operazioni di campionamento ed analisi delle deposizioni atmosferiche nelle aree forestali permanenti del programma CONECOFOR poi diventato LIFE SMART4action .

Attualmente il laboratorio di chimica del CNR IRSA di Verbania si occupa dell’analisi delle deposizioni atmosferiche raccolte:

  • in 7 stazioni di campionamento collocate nella parte italiana del bacino imbrifero del Lago Maggiore lungo un gradiente latitudinale e altitudinale (da circa 200 a 1600 m s.l.m.). Per queste stazioni esistono dati a lungo termine (dal 1975 per la stazione di Pallanza, dagli anni ’80 o ’90 per le altre). Scopi principali di queste ricerche sono la valutazione dei trend (variazioni temporali nella chimica delle deposizioni) in risposta alla diminuzione delle emissioni in atmosfera dei composti di zolfo ed azoto e la quantificazione degli apporti atmosferici di composti acidificanti, nutrienti e, recentemente, metalli pesanti sugli ecosistemi acquatici nell’areale del bacino imbrifero del Lago Maggiore (corsi d’acqua e laghi subalpini ed alpini), ed in particolare su tre stazioni di campionamento, situate nel bacino imbrifero del Lago Maggiore, rappresentative di contesti territoriali con impatto antropico più o meno accentuato. Ad oggi, per quanto riguarda l'inquinamento da metalli pesanti nelle deposizioni atmosferiche, è emerso un quadro non particolarmente negativo, in cui i valori ottenuti relativi a cadmio e piombo (le cui riduzioni nelle emissioni, insieme al mercurio, sono strettamente sotto il monitoraggio delle istituzioni nazionali ed europee) risultano tendenzialmente in linea con quelli calcolati a livello europeo dagli organismi competenti quali l'EMEP (Programma Europeo di Monitoraggio sul trasporto a lungo raggio degli inquinanti atmosferici).
  • in 8 stazioni dal 2017 nell'ambito del Progetto LIFE SMART4action già parte delle 22 aree forestali del Progetto FutMon e in parte già incluse nella rete CONECOFOR, rappresentative delle principali tipologie forestali italiane. Le deposizioni vengono raccolte a cielo aperto, sotto chioma e lungo il tronco degli alberi ed il confronto tra questi valori fornisce indicazioni sugli apporti reali di ioni al suolo e sui fenomeni di scambio ionico che avvengono prevalentemente a livello delle superfici fogliari. Le analisi si propongono di studiare la chimica delle deposizioni atmosferiche, utilizzando una rete sufficientemente ampia, per favorire la conoscenza del fenomeno della deposizione di inquinanti e di nutrienti su scala nazionale e stabilire la sua influenza sullo stato generale degli ecosistemi forestali.

Per una descrizione delle attività svolte nell'ambito dei progetti SMART4action e FutMon vedere gli articoli:

Stato ed evoluzione temporale della composizione chimica delle deposizioni atmosferiche nelle aree forestali della rete CONECOFOR (2014)

Report on time trends and spatial patterns of ecosystem chemistry (2016)